Chirurgia laparoscopica ginecologica
I primi interventi di chirurgia laparoscopica ginecologica sono stati eseguiti negli anni Settanta e da allora questo metodo è divenuto il più utilizzato per le operazioni che richiedono un'invasività minima nell'addome. Attraverso una mini-incisione viene inserita una telecamera che permette di controllare il contenuto dell'addome, mentre l'intervento viene effettuato da strumenti ad alta precisione, ma microscopici. La visuale dei chirurghi è affidata a monitor che ingrandiscono le immagini catturate dalla videocamera. La chirurgia laparoscopica ginecologica presenta degli enormi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale, infatti non solo il livello di precisione dell'intervento è esponenzialmente più alto, proprio per l'ingrandimento delle immagini sul monitor, non causa cicatrici evidenti e il decorso post-operatorio è minimo, come anche il dolore del paziente. Nella maggior parte dei casi entro due giorni è possibile ritornare a casa ed è possibile mangiare ed alzarsi in piedi anche lo stesso giorno dell'intervento di chirurgia laparoscopica gincecologica, in cui, invece di aprire l'addome con una lunga incisione chirurgica, consente di operare con piccole incisioni lunghe meno di un centimetro. A volte questo tipo di intervento è necessario per scoprire le cause di dolore pelvico cronico o sterilità che non siano state individuate attraverso esami clinici non invasivi, quali ecografie ed esami di laboratorio; eliminare aderenze pelviche (la principale causa di dolori cronici e sterilità), cisti ovariche, di qualsiasi dimensione e tipologia; endometriosi. Attraverso la chirurgia laparoscopica ginecologica si ripristinano casi di gravidanze extra-uterine, se effettuata entro la nona settimana, si eliminano fibromi uterini con la miomectomia e l'isterectomia.




